Covid: non è finita, ecco perchè
La ormai celebre conferenza stampa delle 18.00

Covid: non è finita, ecco perchè

Sul macro disegno economico del nostro Paese, non potevamo attenderci risultati meno pesanti. Il secondo trimestre, non c’è da meravigliarsi, il segno negativo incide nella carne in modo profondo. Sapevamo. 

Le enormi cifre messe a bilancio in quel periodo e rialimentate nel provvedimento di un giorno fa, sottolineano la capacità di tenuta strutturale del nostro Paese. Non basterà. Soprattutto se le cose non andassero nel verso auspicato.

Ieri, impietoso, il dato Covid-19 ha rialzato malignamente la testa. In altri Paesi il fenomeno sembra essere più luciferino. Spagna, Francia e Germania sono in allerta. C’è da sperare che da noi i focolai non intendano negativamente sorprenderci. Bisogna sempre stare all’erta.

La pagina passata, ha registrato quasi 400 nuovi casi d’infezione. Mentre i decessi si mantengono su livelli, per fortuna, contenuti e bassi.

I dati negativi dell’economia, viaggiano su percentuali che raggiungo, almeno in alcuni mesi, persino il 20% di caduta. Non sappiamo quale sarà il destino del terzo trimestre, prevedo un netto miglioramento rispetto a quello precedente, ma mai sufficiente per rallegrare il nostro animo.

L’ultimo trimestre sarà quello, sicuramente, più delicato. In quanto rileverà parecchi andamenti. Tanto sul piano sanitario, quanto sul piano economico. Diciamo che stiamo attraversando il periodo meno burascoso e che la violenza subita nei mesi primaverili, potrebbe bussare la porta di quelli autunnali. Bisogna prepararsi. 

Se confronto lo stile degli italiani, con quello di altri popoli, in questa circostanza, posso orgogliosamente dire di essi hanno dimostrato una lungimiranza che non immaginavo potesse aspirare a tagliare, sorprendentemente, per prima il traguardo. Inglesi, americani, svedesi ed altri, guardano ormai le nostre spalle e stimano la nostra coerenza. 

Per quel che so, per quel che vedo, diversi austriaci e tedeschi frequentano le nostre spiagge. Quando vedo una macchina targata con strane sigle, mi si apre il cuore. La catastrofe preannunciata per il turismo italiano sembra essere scongiurata. Molte imprese turistiche tremavano all’idea che non si potessero frequentare le spiagge. Almeno questo, l’estate ce lo ha  invece concesso.

Pensavo di aver smesso di seguire febbrilmente, ogni sera, gli andamenti del corona virus, mi sbagliavo. Stasera verso le 18.00, con preoccupazione, cercherò quale dato ci avrà consegnato questa caldissima giornata d’estate in questo ultimo giorno di luglio.

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