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Da una scena de "I Simpson"
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Dal Lockdown alle virgolette, riprendiamoci l’italiano!

Con vivo piacere l’altra sera ho assistito, all’interno di Ring, all’incontro con il prof. Michele Cortelazzo dell’ Università di Padova. Con l’illustre docente universitario si disquisiva sulla tanto bistrattata lingua italiana derisa, aggredita, minacciata da anglicismi, neologismi, falsi concetti verbali che ci elevano di un niente, mentre ci appiattiscono di tanto su una base lessicale stereotipata e non supportata dalla bella sonorità della nostra gloriosa lingua italiana.

Certo non giova sentire l’attuale ministro della Pubblica Istruzione che a IN ONDA giorni fa riferiva di adeguamento “stipendiale”, o quel giornalista che a LINEA NOTTE parlava di “eccezionalismo”, o qua e là di “condizionalità”, “emergenzialità”, vero e proprio turpiloquio alle orecchie dell’ascoltatore relegato all’angolo, lavorato ai fianchi, steso al tappeto sul ring della banalità linguistica quotidiana.

Ciononostante va riconosciuto che, alle volte, un vocabolo coniato all’istante può procurare un certo effetto ridondante se ben miscelato in quel contesto.

Stendiamo un velo pietoso sul “piuttosto che” , “tra virgolette” (magari mimato), “assolutamente sì/no”, “come dire”, quant’altro”, “detto questo”, “attimino”, “midia” (anzichè correttamente media, trattandosi di termine latino).

Mi piace ricordare la compianta Prof.ssa Maria Luisa Altieri Biagi dell’Università di Bologna, nonchè socia emerita dell’Accademia della Crusca, quando in un convegno ebbe a dire che al terzo CIOE’ era tentata di rimandare a casa l’esaminando del momento.

Sin dai primi anni di scuola abbiamo imparato a periodare con A/C e D/C (Avanti/Dopo Cristo), poi dal 2001 si parlò di Prima o dopo le Torri Gemelle, oggi si parla di PRE / IN/ POST LOCKDOWN, che altro non sarebbe CHIUSURA, dal momento che il suo contrario è APERTURA, per dirla nella lingua di Dante, a noi più congeniale.

E allora abbiamo scoperto il sit in per un divertente beneaugurante flash mob, lo smart working domestico, face to face televisivo, termoscanner, droplets, il sell out di albergatori andato in fumo. E che dire della signora intervistata in spiaggia soddisfatta della “location” riservatale dal gestore per il suo ombrellone.
Quousque tandem abuteris……

Ben vengano allora periodici intrattenimenti di puristi della lingua italiana quali il Prof. Francesco Sabatini in RAI ed ora, come auspicato dal conduttore, conto anche su Antenna3 per uno spazio tematico dedicato.

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