Dpcm, lettera di un deejay: “70% di perdite, siamo disperati”
Giacomo Fabris, deejay e imprenditore

Dpcm, lettera di un deejay: “70% di perdite, siamo disperati”

Ferdinando, io sono titolare di Djs For Party, un’azienda che dà da mangiare a 10-12 persone tra tecnici, musicisti e dj, ci occupiamo di eventi, con service e intrattenimento.

Già l’annata è stata turbolenta, ci eravamo un po’ ripresi nelle ultime settimane, tanto da tirare anche qualche sospiro di sollievo e vedere con un po’ meno di pessimismo i prossimi mesi.

Questo DPCM ci ha portato l’annullamento di ben 6 eventi per questo weekend, tra l’altro sono praticamente gli ultimi matrimoni e non abbiamo nessuna prenotazione sino ad aprile del prossimo anno!
Oltretutto, vediamo già sfumate TUTTE le cene aziendali di natale, che fornivano una grossa entrata per le nostre economie: tutti i nostri clienti abituali hanno già annullato.

SIAMO DISPERATI.
MA E’ POSSIBILE ESSERE “COMANDATI” DA GENTE COME CONTE, SPERANZA E ALTRI DEL GENERE?

Sarà anche un qualcosa di cui si può fare a meno, ma noi non possiamo fare a meno di lavorare: ci sono impegni finanziari, impegni con i nostri lavoratori e con le nostre famiglie.

Sulla stessa barca anche altri colleghi del mondo dei matrimoni, che dal martedì al sabato si son visti annullare eventi e banchetti, con ordini già piazzati e pagati (vedi i fioristi che devono ordinare i fiori almeno una settimana prima).

COSA POSSIAMO FARE? COME VIVREMO NEI PROSSIMI MESI?
PARLIAMO DI UN 60%-70% DI PERDITE.

Giacomo Fabris

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