Draghi contro il Dragone
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Draghi contro il Dragone

Mario Draghi “l’uomo di stato europeo più importante dell’ultimo decennio che ha salvato l’euro”, questo era il titolo ricorrente sui giornali di tutto il mondo nel 2012, poi ripresi nel novembre del 2019, quando l’italiano che ha salvato il vecchio continente, abbandonava la Banca Centrale Europea dopo otto anni, lasciando un eredità mai raccolta da nessuno.
E’ proprio lo stesso Draghi, ora premier italiano, che dovrà raccoglierla.

Il problema è serio e trova Ue e Usa contrapposte a quella che è definita la nuova Via della Seta.

Un conflitto che ci vede impegnati nel campo Economico Finanziario in un contesto crescente crisi climatica che , in questo momento di pandemia attenuata, evidenzia un urgente intervento di sostegno ai diritti umani.

Ci troviamo a dover affrontare un profondo e inevitabile cambiamento epocale che ci trascina con forza velocemente e probabilmente impreparati, verso una difficile transazione digitale ed ecologica.
Rispetto alla Cina , Usa e Ue pagano un grande divario in termini di materie prime, da anni loro punto di forza.

Ma siamo in contrapposizione ad un Paese che , durante la pandemia, ha pensato di aggredire il mercato, cercando di acquisire nel mondo, aziende strategiche come quelle che producono semiconduttori .
Il mondo moderno è assolutamente dipendente dai semiconduttori che troviamo nei nostri smartphone, pc, tablet , elettrodomestici e nei sempre più comuni veicoli ibridi ed elettrici.

La partita quindi la dobbiamo giocare scendendo in campo in inferiorità numerica e sotto di tre gol.

Dopo la pandemia le economie di Usa e Ue devono riprendersi e per farlo devono recuperare velocemente questo ritardo, ovvero, approvvigionarsi di materie prime necessarie per il moderno settore produttivo.
La Cina ne è già provvista me sembra volerle praticamente tutte.

Come dicevo oltre che in svantaggio siamo anche con l’uomo in meno.
Un uomo in meno che individuo negli abusi contro i diritti umani e le violazioni delle libertà fondamentali da addebitare alla Cina.

Anche su questo importante tema, Usa e Ue fondano la loro alleanza.
Risulta quasi impossibile affrontare una concorrenza che riesce ad essere imbattibile sul prezzo grazie a vantaggi goduti in termini di materie prime e di costi di produzione.

Un sistema produttivo diciamo “diverso” dal nostro.

Diverso come?

Per esempio la Cina si è accordata con il Congo per l’estrazione di minerali preziosissimi quali rame e cobalto, con una convincete offerta di 84 miliardi di dollari.
Ma quel che interessa più dei miliardi di dollari è che nelle miniere in Congo è sfruttato il lavoro dei bambini.
Anche guardando in casa la grande repubblica Popolare Cinese non è certo conosciuta per la cura e la tutela della propria forza lavoro.

Ma in risposta al messaggio democratico di Draghi al G7 :

Cina è autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie

la Cina replica così:

Finito il tempo che un piccolo gruppo decideva le sorti del mondo”.

Mario Draghi quindi si trova nuovamente nel ruolo di uomo di stato europeo che, insieme all’alleato presidente degli Usa Joe Biden, dovranno arginare questa nuova Via della Seta.

Sarà uno scontro tra economie Democratiche ed economie autocratiche.

“Whatever it takes”…

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