Gran Bretagna – Unione Europea: 1 a 0
Il Primo Ministro inglese Boris Johnson

Gran Bretagna – Unione Europea: 1 a 0

La Gran Bretagna si avvia rapidamente ad una immunità di gregge avendo vaccinato oltre 30 milioni di abitanti. Boris Johnson in buona sostanza ha umiliato con il proprio pragmatismo anglosassone la classe dirigente e politica europea come dei singoli stati che la compongono.

Nel mese di aprile in Italia si registra una percentuale di vaccinazione per le categorie a rischio assolutamente indegne mentre risultiamo ancora alla ricerca di location idonee: per poi ritrovarsi con anziani di oltre 70-80 anni costretti ad aspettare per ore sotto il sole per la somministrazione del vaccino.

Viceversa già nel dicembre 2020 in Gran Bretagna venivano effettuati i vaccini all’interno delle chiese per assicurare un ambiente idoneo alle persone in attesa. I risultati raggiunti tanto la Gran Bretagna quanto dagli Stati Uniti ed Israele mettono a nudo ormai una evidente inconsistente professionalità della classe dirigente Europea la quale lavora solo per mantenere in piedi la struttura e giustificarne i costi.

Mai in Inghilterra si sarebbe mandato una donna “esperta” (un genere considerato ex ante maggiormente competente) di pesca a firmare degli accordi con le Big Pharma. Così a pochi mesi dalla tumultuosa e contrastata uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea la gestione pandemica dimostra non tanto quanto risulti più professionale e vincente la gestione anglosassone quanto ingiustificabilmente mediocre e non all’altezza quella europea.

Il pachiderma burocratico europeo In altre parole sembra muoversi sempre solo per certificare la propria autoreferenzialità e di conseguenza la propria esistenza.

Sempre più la Ue si sta dimostrando un semplice carrozzone all’interno del quale trovano posto mediocri professionalità i cui risultati non sono mai oggetto di verifiche. La Gran Bretagna attuando la brexit, successivamente all’esito imprevisto del referendum, ha dato una lezione di efficienza e competenza che probabilmente nessuno all’interno della stessa Unione ha ancora compreso.

Il divieto di espatriare imposto da Boris Johnson ai propri cittadini anche solo per il ponte di Pasqua rappresenta un costo assolutamente tollerabile visti i risultati ottenuti.

Viceversa il proseguire di stupidi lockdown imposti soprattutto come effetto di un ritardo sulle vaccinazioni rappresenta un costo sociale ed economico assolutamente intollerabile. Specialmente in Italia.

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