Il Covid corre: non dobbiamo spaventarci
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Il Covid corre: non dobbiamo spaventarci

La matematica non ci conforta. I numeri ormai, sembrano aver preso la rincorsa e schizzano verso l’alto.

In Francia, ieri, 32 mila; in Inghilterra, 14 mila; cifre sempre elevatissime in Spagna; non parliamo poi degli Stati Uniti, quasi 70 mila in un giorno. Dobbiamo prepararci a numeri sempre più violenti. Quest’atteggiamento, ci consente di non trascurare alcuna disposizione.

Sarebbe un vero e proprio crimine.

Non sarà il fenomeno della scorsa primavera, perché dovremmo non essere impreparati a questo genere di eventi; in più, il virus potrebbe anche avere modificato leggermente la sua aggressività.

Dobbiamo scongiurare drastiche misure, lavorare in modo tale che non ci si trovi obbligati a generalizzare le chiusure. Questo dipende molto dai comportamenti individuali. Sarà inevitabile, come già accade, che qualche realtà sia costretta a chiudere momentaneamente i battenti; che si debba restringere l’arco orario delle varie attività e che alcune di queste, quelle più esposte al pericolo, siano maggiormente sacrificate.

È indispensabile che quelli più svantaggiati abbiano le certezza di essere ricompensati con aiuti collettivi: con l’aiuto dello Stato.

Si parla di un imminente utilizzo del vaccino negli Stati Uniti.
Sono piuttosto scettico. Magari potessimo già avere a disposizione il farmaco risolutore negli Stati Uniti o in Europa, ossia pure in Cina, ma da quanto capisco, dovremmo pazientare oltre i mesi iniziali del 2021 per essere confortati da questa benedizione.

Non dobbiamo spaventarci. Comunque sia, le vittime da Covid sono meno di un decimo rispetto marzo-aprile, anche perché, oggi, è colpita l’intera popolazione, mentre un tempo il virus prediligeva colpire le persone anziane.

La saggezza indurrebbe a non essere scriteriati né in un senso, né nell’altro. Vale a dire essere si preoccupati, seguire rigorosamente le norme ma non farsi gettare nello sconforto e nella eccessiva preoccupazione.

Come ho già più volte scritto, il primo farmaco potente è nella nostra mente. Cadere nel tranello di scivolare nel menefreghismo, o ancor peggio nel negazionismo, quanto indulgere troppo in una depressione e in una oscura paura, sarebbe un fatidico errore.

Affrontiamo quindi, questa nuova fase con atteggiamenti consapevoli, scongiurando che si giunga ad una rovinosa fase di chiusura totale, rovinosa per l’economia e per ogni espressione del nostro vivere quotidiano.

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