Imprese, come aumentare il rating bancario? L’importanza della Centrale Rischi
Paolo Quaggetto, avvocato esperto di diritto bancario

Imprese, come aumentare il rating bancario? L’importanza della Centrale Rischi

La Centrale Rischi della Banca d’Italia (CR) è una banca dati che fotografa l’insieme dei debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e consente ai soggetti che hanno un buon “rating” (storia creditizia) di ottenere un finanziamento più
facilmente ed a condizioni migliori e serve alle banche e alle società finanziarie per valutare la capacità dei clienti di restituire i finanziamenti concessi.

Si tratta di uno strumento complesso che se non correttamente compreso, può portare a numerosi problemi per l’impresa (sconfini tecnici, segnalazioni a sofferenza ed aumento del costo dei finanziamenti) che possono comportare anche la morte
finanziaria dell’impresa stessa.

La perfetta conoscenza e quindi l’utilizzo strategico da parte dell’imprenditore della Centrale Rischi è fondamentale per migliorare il rating bancario della propria azienda, specialmente oggi che con l’introduzione di Basilea 2 e 3, ciò che alla banca interessa per la concessione del credito non è tanto l’indebitamento netto presso il sistema bancario quanto la capacità dell’azienda di ripagare i debiti contratti a medio e lungo termine.

In un caso emblematico, gestito di recente dal nostro Studio, la CR presentava un andamentale in progressivo peggioramento che ha ovviamente influito anche sul rating complessivo dell’azienda nonostante la stessa godesse di una florida situazione
patrimoniale ed economica. E’ noto, infatti, che un “rating “ non ottimale influisce negativamente sul costo del denaro ottenuto a prestito e sulla capacità dell’azienda di accedere al credito e di ottenere ulteriori affidamenti.

Tale grave situazione finanziaria come emergeva in CR, derivava però da errate gestioni sia dei flussi di cassa sia delle altre linee, che avevano generato negli ultimi tempi segnalazioni che potevano essere evitate adottando tecniche di gestione di cassa più
efficaci ed efficienti. Infatti nonostante un rilevante cash-flow positivo (flusso di cassa: ricostruisce i flussi monetari di un’azienda in un determinato arco di tempo e rappresenta un indicatore della capacità di autofinanziamento di un’impresa) e una buona situazione patrimoniale, la società nostra assistita presentava un indice di liquidità (acid-test) esiguo e sintomatico di palesi difficoltà di fronteggiare correttamente le scadenze di breve termine come infatti risultava dalla Centrale Rischi (sconfini mensili segnalati nei fidi a revoca).

In buona sostanza, considerata la positiva situazione economica e patrimoniale dell’azienda, non era certo giustificata una CR con un andamentale in peggioramento. Successivamente attuando degli opportuni interventi nei rapporti bancari, la società ha potuto trarre dei notevoli benefici in termini di spese bancarie ed oneri finanziari che ha comportato, già l’anno successivo, una riduzione di tale costo pari al 50% di quanto spesato l’anno precedente nei confronti delle banche.

In questo modo la società ha conseguentemente elevato il suo rating bancario che gli consente a tutt’oggi di accedere al sistema creditizio più agevolmente ed a costi praticamente dimezzati.

Quindi è doveroso per l’imprenditore migliorare il proprio rating bancario e ciò è certamente possibile a patto di conoscere bene le regole del gioco e tra queste c’è sicuramente la valutazione cd “andamentale” che si sostanzia nel monitoraggio operato dalla banca sui rapporti che l’azienda intrattiene con il sistema bancario (informazioni ottenute dalla Centrale dei Rischi) e con la stessa banca affidante (informazioni ottenute mediante la verifica dei dati interni) e quindi assumono rilievo comportamenti quali il corretto utilizzo dei fidi di conto corrente, la corretta movimentazione dei conti correnti ecc.

Si tratta di dati, quelli contenuti in CR, che la banca ha mensilmente a disposizione ed a cui dà grande importanza poiché sono elementi obiettivi rispetto ad altri dati che determinano il rating bancario, in quanto sono le stesse banche a comunicarli.

Di seguito alcuni brevi consigli per poter migliorare il rating bancario.

– Cercare di non utilizzare i fidi di conto corrente “a tappo” cioè al limite dell’affidamento concesso in quanto ciò è sintomo di non possedere altre risorse o di incapacità di creare liquidità.
– Movimentare spesso i saldi di conto corrente;
– Evitare gli sconfinamenti (anche quelli tecnici);
– Fare attenzione alle valute delle RI.BA. e le valute degli incassi: ad esempio, se l’utilizzo del fido è al limite e gli incassi sono gestiti con la medesima data, seguirà certamente uno sconfinamento tecnico a fine mese;
– Gestire al meglio gli insoluti e quindi, regola generale valida soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale, selezionare la propria clientela.

Va ricordato, infine, che la poca chiarezza del “Decreto Liquidità”, come già evidenziato su queste pagine, lascia ampia discrezionalità alle banche anche per la concessione dei prestiti sotto i 25.000 euro, essendo la deroga alla valutazione del merito creditizio riferita esclusivamente all’ammissione alla garanzia e non all’istruttoria della banca a cui spetta ogni autonomia decisionale sulla delibera di concessione: banca che in caso di una CR inidonea non concede il prestito.

Anche per questo motivo attenzione a non trascurare i dati dell’analisi della Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Avv. Paolo Emilio Quaggetto – diritto bancario, societario e d’impresa

Lascia un commento