Maturità: quest’esame non s’ha da fare
Un esame di maturità in pre-pandemia a Treviso

Maturità: quest’esame non s’ha da fare

Questa Matura non s’ha da fare, né domani né mai!

C’è una categoria di italiani che dal Covid è stata penalizzata più di tutti: quella dei giovani, quelli che si
affacciano alla vita, quelli che sono nell’importantissima fase di “test”. Quella fase in cui si iniziano ad
accumulare esperienze. I festini, la patente, il “muso duro” nel confronto con i genitori, i primi approcci con l’altro sesso…

A loro la pandemia, per un anno e mezzo, ha tolto tutto: baretto, stadio, gite, scuola, amicizie, amore. E li ha colpevolizzati: untori in salsa movida.

Ed anche ora che in tutta Italia, finalmente, sono calati i contagi e si stanno allentando le misure restrittive, i nostri amministratori paiono essere più impegnati a gestire il numero di posti a tavola all’aperto che a occuparsi dei ragazzi. Il mitico, fondamentale, catartico Esame di Maturità sarà sacrificato anche quest’anno, lasciando i giovani in un clima di emergenza infinita.

Credo che in pochi abbiano davvero compreso il danno che la pandemia ha causato ai ragazzi. Già a monte i nati dopo il 2000 erano considerati la prima generazione completamente digitale. Telefono sempre in mano. Eternamente connessi. In gruppo ma da soli. Vita sociale su Instagram. Paura a guardarsi negli occhi, a proprio agio solo dietro allo schermo, con il rischio che anche andare al bancone del bar, a chiedere un bicchiere di acqua, possa diventare una prova difficile da superare.

Ebbene qualcuno ha pensato al carico psicologico che la pandemia, con dad e lockdown, ha posto sulle spalle di questi giovani? Siamo consapevoli che il disagio non è ancora emerso nella sua interezza? Qualcuno sta organizzando autobus, aule, insegnanti affinché di didattica a distanza non si parli mai più?

Intanto il 16 giugno si parte con l’Esame di Stato. Il Ministero dell’Istruzione ha sostituito le due canoniche prove scritte e il successivo orale con un “maxi colloquio” di un’ora che si concentrerà su un elaborato realizzato durante l’anno scolastico. Il tutto sotto l’egida di una commissione rigorosamente interna ad eccezione del Presidente.

Ma poi perché? Non vi sembra una follia? Se c’è un momento in cui non sono permessi assembramenti è
proprio l’Esame di Maturità. Non si poteva cercare di organizzarlo in sicurezza? Il banchetto singolo. Il prof. che cammina tra un alunno e l’altro senza mai voltare le spalle ai maturandi. Che paura e che ansia. Giorni impressi nella memoria per sempre. L’Esame di Maturità era un rito di iniziazione per ottenere le chiavi del mondo degli adulti. Ecco, ai giovani classe 2001 e 2002 glielo abbiamo tolto.

E ora? Mi chiedo che prospettive abbia il Governo per settembre. Mettiamo finalmente in sicurezza la scuola o ripartiamo in autunno facendo ancora una volta finta di nulla?

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