Migranti: “Ora fuggono nei boschi dove non possiamo raggiungerli”
Agenti in pattugliamento nei boschi

Migranti: “Ora fuggono nei boschi dove non possiamo raggiungerli”

Da giorni ormai, visto l’aumento di respingimenti alla frontiera, i migranti, che copiosamente raggiungono indisturbati l’Italia dalla vicina Slovenia, fuggono alla vista della polizia e dei militari, dandosi alla macchia nel bosco ove i nostri mezzi non possono raggiungerli.

E chiaro che le difficoltà oggettive di poter entrare nei boschi con autoveicoli non adatti a questo scopo e privi di divise equipaggiate per entrare nei sentieri boschivi, determina il fallimento di molti rintracci, i quali provocano l’allontanamento verso l’interno del paese di uomini e donne provenienti dalla rotta balcanica, irregolarmente entrati nel paese, creando le condizioni di non poterli respingere.

Da molto ormai, denunciamo la mancanza di personale e di mezzi adeguati per fronteggiare una emergenza migratoria che si fa sempre più aspra è difficile da controllare, tutto i vertici nazionali minimizzano la situazione a partire dal Ministro dell’Interno, al Prefetto e via a scendere, mancando di quella attenzione che questo fenomeno emergenziale meriterebbe.

Più volte contraddetti dai fatti, i vertici istituzionali, continuano a ritenere questa rotta migratoria marginale, mentre con i suoi 1000 arrivi mensili (circa) diventa sempre più una porta aperta verso l’Europa per i paesi d’Oriente fomentando, perciò, anche i crimini delle tratte di esseri umani sul territorio.

È evidente che la presenza di più forze di polizia e assolutamente una necessità incontrovertibile, abbinata a mezzi adeguati per fronteggiare anche le fughe verso i boschi che fino a qualche tempo fa non avvenivano. Per l’ennesima volta ribadiamo il concetto che le nostre forze dell’ordine non sono adeguatamente attrezzate e nemmeno sufficienti a fronteggiare un tale fenomeno, ancor più ora dove la situazione si aggrava per il fatto che i migranti, alla vista del personale di polizia, fuggono non fermandosi più spontaneamente all’alt degli organi preposti.

Più militari non servono, servono più uomini e donne delle F.O. con mezzi adeguati per arginare un tale problema, serve il coraggio di ammettere che in queste condizioni non si può andare avanti, otre che a rischiare la salute causa il covid, ora il personale di Polizia deve pure rincorrere nei boschi chi scappa rischiando ulteriormente la sua salute.

E ora di vedere le chiacchiere trasformate in fatti, ma ora non domani!

Edoardo Alessio, segretario Fsp polizia Trieste

Lascia un commento