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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
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Nuovo Dpcm: scontro su feste private, scuola, locali chiusi. E i soldi?

“In casa mia faccio quello che voglio”, è il commento più ricorrente tra quelli che si leggono sui social sopra la soglia di decenza. Gli altri sono peggio.

Ma in effetti del nuovo Dpcm firmato nella notte, uno dei punti più controversi è proprio quello che recita così: “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonchè di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei”.

Addio a cene e feste in casa, al netto delle “segnalazioni” che il Ministro Speranza spera di ricevere perchè poi possano agire le forze dell’ordine. Uno scivolone che non è passato inosservato.

Lo scontro con le Regioni invece si articola su due aspetti in particolar modo: se i bus devono ridurre la propria capienza, allora la soluzione è quella di tornare a didattica a distanza  nella scuola, magari anche al Liceo. Ma il Ministro Azzolina ha detto chiaramente “No”. Il Dpcm già sospende le gite scolastiche, in fondo, ma gli amministratori delle società di trasporto sanno bene che ridurre la capienza dall’attuale 80% significa fallimento.

Poi ci sono le altre imprese, i locali e i ristoranti. Molto hanno sofferto ma questo evidentemente non basta. I ristoranti devono chiudere alle 24.00 e francamente è un impatto minimo a pensarci bene. Si eviterà la cena “lunga” con sgroppino e grappa fino a tarda notte. Diverso è per i bar della movida, quelli dell’apertivo, che dovranno smettere di cedere alcolici alle 21.00 a chi non ha un posto a sedere. Si tratta di circa 25.000 locali in Italia, per un mancato conto economico di 250 milioni.

Quindi le regioni chiedono che queste imprese siano aiutate economicamente, in considerazione del nuovo obbligo al quale devono sottostare.

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