Perdersi in un libro per dilatare il proprio tempo di vivere
Da una scena di La storia infinita

Perdersi in un libro per dilatare il proprio tempo di vivere

I libri ti trovano.

Possono passare anni dimenticati nel fondo della libreria dei nonni, essere abbandonati su di un treno, lasciati come dono ad un pellegrino lungo un cammino, donati in un Natale lontano e finiti dietro ad una vetusta enciclopedia o comprati sull’onda di uno scolastico rimembrare.

Sono un titolo annotato velocemente su un foglietto che ritrovi quindici anni dopo, un consiglio confidenziale di un amico che vi ha trovato conforto e ti scopre nel suo stesso bisogno, diventano amici da aprire a caso, così, per leggere una pagina e ritrovare quella te stessa di allora che sognava passeggiando tra le righe.

Un tempo potevo trascorrere ore all’interno del ventre caldo e profumato di colla di una libreria, accarezzare dolcemente le copertine, leggere trame sognanti e poetiche, saltare all’ultima pagina per scoprire l’assassino.

Adesso la mia possibilità di acquisto compulsivo si è moltiplicata all’inverosimile: uso Audible per farmi leggere testi di comunicazione e crescita personale, riempio l’ebook di tutto quello che mi va per il tempo libero ed ordino online i generi più disparati che mi voglio godere prima del sonno, come una tisana al tiglio che accarezza lo stomaco.

I libri sono sogni di altri che ti riscopri sulla pelle, vicende remote od illusioni mancate, corse a perdifiato verso altre te stessa, caracollanti discese in dirupi di anime tormentate.

Sono gioiosi dolori e disperate felicità. Sono giochi e filastrocche. Sono sonni del cuore e risvegli di anime intorpidite.

Leggere dilata il tempo per vivere.

Barbara Fiori
Happiness Coach

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