Rischiamo altre pandemie: è la Natura che si difende dall’uomo
L'Amazzonia da un documentario National Geographic

Rischiamo altre pandemie: è la Natura che si difende dall’uomo

Se il comportamento irrazionale di qualche migliaio di imbecilli non riaccenderà l’epidemia, tra qualche mese potremmo considerarci fuori dai guai e guardare con più ottimismo al futuro.
È sperabile che il terribile costo pagato da milioni di persone non sia stato vano. Pur ammettendo la disponibilità dei politici a ripetere gli stessi errori all’infinito, io spero che almeno qualcuno voglia ripensare al nostro modello di sviluppo.
Il SarsCov2, comunque sia stato introdotto nell’ambiente, da un laboratorio, da un mercato di animali vivi o da un pipistrello inurbato, rappresenta un modello di “spill over” virale ossia di passaggio all’uomo da una specie animale. Il coronavirus è stato solo l’ultimo di una serie di virus animali che hanno causato epidemie tra gli umani, come quello dell’AIDS, del virus Zika, dell’influenza aviaria, porcina ecc.
Questa ed altre epidemie ci insegnano che noi umani dovremmo restare al nostro posto, senza invadere gli spazi di altre specie.
Finché Trump non ne ha tagliato i fondi (in piena epidemia) il progetto PREDICT finanziato dall’USAID (agenzia USA di infiltrazione politica attraverso gli aiuti sanitari) studiava i possibili scenari di epidemie causate da patogeni animali. Aveva scoperto che tra le migliaia di specie di pipistrelli esistenti al mondo più di cento vivono nella foresta amazzonica. In gran parte (10-30%) questi animali sono portatori di malattie già trasmissibili all’uomo (rabbia) ma anche dei mille (ripeto mille) ceppi di virus potenzialmente patogeni per l’uomo, e di un centinaio di coronavirus.
I pipistrelli sono additati ad untori principali grazie alla Covid19, ma non sono gli unici animali da cui dovremmo tenerci alla larga.
I brasiliani che vivono a Manaus, al centro dell’Amazzonia, oltre a soffrire per il coronavirus venuto da lontano, cominciano ad ammalarsi di altri virus fino ad oggi sconosciuti, come il virus Oropouche.
L’invasione umana della foresta pluviale, in Amazzonia per estendere i pascoli come in Indonesia per piantare palme da olio, i mercati cinesi di animali, gli allevamenti intensivi, stanno creando tra noi ed altre specie contatti che Madre Natura non aveva previsto, ma per cui è pronta a presentarci il conto.

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