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Ristoratori? Ma sì dai, ha ragione la Castelli…e i parrucchieri, le discoteche…

Ma sì dai, tutto questo rumore per nulla, direbbe Shakspeare. In fondo cosa ha detto, la paracadutata ministra grillina, poi retrocessa dallo stesso Movimento 5 Stelle. Quella che credeva di insegnare all’economista, ed ex Ministro dell’Economia Padoan, che lo spread non incide sui mutui. Lana caprina. O capra atterrata sulla lana, come vorrebbe Sgarbi.

Ma in fondo ha ragione lei, tutta questa tempesta per cosa? Una frase magari mal costruita e che è un dato di fatto. Il crollo dei coperti nei ristoranti è colpa dei ristoratori. Dai, finitela, in fondo lo pensate anche voi. E inventatevi qualcosa no? Magari delle sagome che occupano i tavoli come le curve dello stadio. Potreste persino dire di avere avuto ospite Jack Sparrow, basta riprodurne le fattezze. Il futuro è altro, suvvia, siete voi che non capite! La cena deve arrivare a casa, in solitudine. Viva il delivery e persino le mono porzioni della Esselunga a Milano ormai sono preistoria. Vecchi!

Così come il fatturato degli artigiani è precipitato perchè non producono con la stessa dedizione e l’amore di febbraio; i bilanci da introiti pubblicitari delle televisioni erano andati a picco per colpa di quello strano concetto di garantire una costante informazione durante il Covid (e che ha fatto impennare i dati di ascolto); pazzi incompetenti! E le amministrazioni pubbliche? Sono un arcipelago di inetti a considerare il passivo di introiti da tassazione. Congiura, direbbe lo sceriffo di Nottingham.

E che dire dell’edilizia. Dannati cialtroni che addirittura hanno subito un codice Ateco da fermata e, immaginate un pò, le consegne sono in ritardo. Beata l’ora che dopo un lungo peregrinare arrivano i decreti attuativi del tanto sospirato SuperBonus 110%. Ma i peggiori, veramente dei delinquenti a piede libero sono quei supponenti dei parrucchieri. Incredibile, non hanno incassato per mesi e sono stati gli ultimi a riaprire e immaginate un pò: non si sono nemmeno inventati la possibilità di una spuntatina via Skype. Follia.

Viviamo in un mondo strano e proprio non vorrei citare quei rugosi attempati re della notte che con il Gin Tonic in mano pensavano ancora di mandare avanti una discoteca per una serata e due salti. Ma questi sono pazzi proprio. Ormai è tutto nella rete, dai, il divertimento si costruisce con una stampante 3D e il distanziamento sociale vi glorifica la sindrome della capanna. Dovete far ballare la gente da sola a casa. Non avete capito proprio nulla. E la Castelli lo sa.

Però in fondo a riascoltare la Castelli, onestamente, non ha detto quello che titolano in molti per scatenare il facile tiro al piccione dell’opposizione. Un pensiero (!!!) mal costruito, dicevamo.

Riavvolgiamo il nastro: “La crisi ha spostato la domanda e l’0fferta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto, bisogna aiutare le imprese, gli imprenditori creativi a muoversi su nuovi business, che poi sono quelli nati perchè ce lo possiamo dire che sono nati…sono processi lunghi – e qui la presunta bomba – ma se una persona decide di non andare più al ristorante, bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività, a non perdere l’occupazione e va sostenuto anche magari nella sua creatività che ha visto che c’è un nuovo business che può affrontare”.

E allora alle nuove generazioni il consiglio 3D internettiano, deliveroso e post-covidiano è: uno vale uno, dipende dall’uno che scegliete come riferimento iniziale. Fatevi eleggere, anche con pochi voti, e poi sentitevi in dovere di sentenziare, persino dinnanzi a chi sa quel di cui si parla. La vostra idea varrà uno, perchè lo zero è già occupato dai neuroni.

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