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Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Fvg Francesco Russo
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Russo sindaco? No, Presidente della Regione e a Trieste…

L’arte pasticcera è sicuramente la più difficile nel variegato mondo dell’alta cucina. Basta sbagliare la grammatura di un ingrediente, ritardare di un attimo l’inserimento di un elemento che l’armonia dei sensi di una torta eccelsa si trasformi in un budino, gustoso sì, ma sempre budino.

L’individuazione di un candidato Sindaco è un’alchimia ancora più complessa, caratterizzata da moltissimi ingredienti governati da tattiche e strategie contrastanti all’interno della stessa coalizione politica, dove la volontà di potenza del singolo o di un gruppo si deve confrontare con le leadership locali, regionali e nazionali dei singoli uomini e partiti che compongono la coalizione. Ognuno ha le rispettive priorità ed ambizioni.

Per quanto riguarda le elezioni amministrative del prossimo anno per il Sindaco di Trieste, se il centrodestra ha già trovato al suo interno la sintesi riconfermando Roberto Dipiazza, benedetto in tempi differenti dai diversi partiti della coalizione per questioni di visibilità, molto più articolata è la situazione per la coalizione del centrosinistra dove, stando agli attuali sondaggi politici, la sfida si presenta come un gran premio della montagna.

L’individuazione del candidato dovrà fungere o da collante per lo status quo o da agnello sacrificale. Nell’attuale storytelling del centrosinistra e nella semplificazione della comunicazione il candidato sembra già esserci, Francesco Russo, ma non credo sarà lui.

Al netto della malattia e con l’augurio che guarisca quanto prima, dobbiamo porci, per capire questa affascinate complessità della candidatura, alcune domande che se alla maggior parte dei cittadini/elettori sfuggono, sono in realtà l’essenza della tattica e della strategia sottostanti.

Siamo sicuri che la  volontà di potenza di candidarsi a Sindaco di Russo sia autentica?

Francesco Russo, sicuramente un protagonista nel panorama politico regionale del centrosinistra, molto vicino al Segretario Zingaretti che ha portato nell’ottobre del 2018 a Trieste nel corso della lotta interna per la conquista della leadership del PD, sarebbe un cavallo prezioso da giocare come prossimo candidato Presidente della Regione FVG. Russo questo la sa, come sa che questa sua ambizione cozza con i piani di Cristiano Shaurli, in primis, che punta alla stessa candidatura nel 2023. Tuttavia la mossa di mettersi a disposizione per il Comune di Trieste per poi accettare “a malincuore” decisioni alternative provenienti da Roma, gli farebbe maturare il credito per  la candidatura regionale.

L’eventuale candidatura di Russo come cambierà la dirigenza locale e regionale del partito e gli attuali dirigenti del partito concorderebbero con il cambiamento?

La probabilità di sconfitta è altissima e la candidatura di Russo non sarebbe gratis per il partito. Un eventuale candidato come Russo, metterebbe dei paletti precisi a partire dalla riorganizzazione della dirigenza territoriale del partito a sua immagine e somiglianza e dalla richiesta di garanzia in caso di sconfitta, molto probabile, di avere un posto per la prossima tornata parlamentare. In questo quadro non bisogna dimenticare, e parte del partito del PD sicuramente non dimentica, che Russo ha contribuito a minare ed azzoppare pubblicamente l’ex Sindaco Cosolini, uscito malconcio dal confronto con il rientrante Dipiazza. E’ anche vero che sia la possibilità di riorganizzare il partito sul territorio che un biglietto per il prossimo Parlamento, Russo li può ottenere proprio grazie alla vicinanza con Zingaretti. Il “sacrificio” della candidatura a Sindaco quindi non solo non è richiesto per ottenere tale obiettivi, ma potrebbe addirittura essere controproducente in caso di probabile sconfitta.

Nel caso le segreterie centrali di PD e M5S trovino l’accordo sul presentare candidati comuni a chi spetterebbe Trieste?

Questa è un’opzione che non è da escludere a priori. In questo caso il PD, dopo alcune apparenti resistenze, potrebbe cedere volentieri la designazione del candidato al M5S a cui attribuire poi la responsabilità della sconfitta. Questo scenario, se si verificherà, metterà alla prova la maturità politica del Ministro triestino Stefano Patuanelli che sarà chiamato a giocare un ruolo chiave nell’individuare il papabile agnello sacrificale in caso di candidatura condivisa senza compromettere il futuro del movimento. In caso di corsa solitaria del M5S il “prescelto” sembra essere il consigliere regionale Andrea Ussai che gode di credibilità ed esperienza.

I sondaggi che attualmente evidenziano la possibilità per il candidato del centrodestra di vincere anche al primo turno, potranno far deviare la coalizione di centrosinistra sulla scelta di un candidato estratto dal mondo della cultura o imprenditoriale?

Personalmente credo che con il passare del tempo questa diventerà l’opzione favorita. Il centrosinistra si impegnerà a trovare una figura del mondo della cultura o dell’imprenditoria sicuramente in linea con quella che ritiene essere la propria immagine di elite. In caso di vittoria, si alzerebbero i calici, ma la più probabile sconfitta non umilierebbe l’agnello sacrificale e, cosa più importante, non modificherebbe i precari equilibri politici all’interno del PD e della coalizione di centrosinistra. Non a caso da Roma arrivano già rumors per sondare da settembre la disponibilità di papabili imprenditori, manager ed esponenti della scienza e cultura.

Non mi soffermo sul nome del presidente della SVBG Mitja Gialuz, recentemente diventato professore ordinario di Diritto processuale penale all’Università di Genova. Sacrificare il raggiungimento di questo importante traguardo per una candidatura con poche chance di successo, oltre ad avere dei dubbi di praticabilità in base al regolamento dell’ateneo, non darebbe dimostrazione di lungimiranza.

Per quanto riguarda il solito tormentone Riccardo Illy, l’iconica figura del manager avrebbe tutto da perdere, e molto probabilmente risulta indigesta allo stesso PD che, dopo averlo candidato nelle proprie liste per il Senato alle scorse elezioni, si è anche visto mettere all’angolo dalla scelta di farsi identificare come “candidato indipendente”. Il risultato elettorale, infine, lo ha pesantemente bocciato subendo la sconfitta per più di dieci punti percentuale dalla matricola Laura Stabile, ora senatrice del centrodestra.

Per il centrosinistra la vera ricerca di un candidato Sindaco di Trieste credibile, ma non troppo ingombrante inizierà da settembre. Ancora una volta, la volontà di potenza cozzerà con l’umano troppo umano della politica.

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