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Stati Generali: al via la passerella di Conte, re di parte degli italiani

Inizia sabato 13 giugno e termina domenica  21 giugno il Conclave dell’era Conte, altrimenti detti Stati Generali.

L’idea, l’originalità, l’ambientazione,  sarebbe buona se non fosse che, pare, non nasca sotto buona stella per alcune defezioni di natura politica,  per qualche puntigliosa assenza di ripicca e, non ultimo, per l’oscuramento totale della stampa sia scritta che narrata, eccezione  fatta per quella addomesticata.

Siamo di parte è vero, ed appunto per questo rivendichiamo il nostro ruolo e quindi accusiamo il nostro sdegno.

Stati Generali, idea geniale dei tempi rivoluzionari francesi, tendenti a calmare i bollenti spiriti del potere monarchico, nel momento in cui si paventava un certo pericolo di là da venire. Il CLERO (1° Stato), l’ ARISTOCRAZIA (2° Stato), la BORGHESIA (3° Stato) erano chiamati a parteciparvi per decidere le sorti  del governo che, per una incombente gravissima crisi finanziaria, stava mandando a carte quarantotto l’intera Francia. Eravamo ai tempi di re Luigi XVI di Borbone, inteso “re dei Francesi”.

Oggi, nell’era COVID 19 e  sotto la reggenza di  Giuseppi 1° “re di parte degli Italiani”,  si convoca quella roba lì in un seminario di studi a porte chiuse, in atmosfera sterilizzata, ovattata, non permeabile all’odore di cellulosa o al ticchettio di qualche click, al semplice scopo di non disturbare il manovratore.

E dire che la scelta di  Villa Doria Pamphili  sembrava azzeccata per aprire mediaticamente  al mondo intero gli splendidi giardini del parco storico, l’elegante Casino del Bel Respiro,  i sontuosi affreschi interni, e le tante altre amenità che conferiscono all’ambiente i presupposti  per far ripartire il claudicante paese. Peccato che alcuni (ben donde, a loro dire) abbiano deciso di disertare non ritenendo convenientemente  istituzionale  quella sede.

Tant’è;  ce ne facciamo una ragione,  in attesa di essere accolti a corte nel trono del pavone, così deo gratias  ci è stato promesso, alla conclusione del conclave previsto nella giornata di chiusura.

Solo  allora le nostre telecamere, i moleskine, l’Ipad  potranno immortalare la fumata finale, nella speranza che sia bianca.

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