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Tutti con Alex Zanardi, ma quella strada doveva essere chiusa

Pensiamo e ripensiamo a quell’assurda, nuova, tragedia che ha travolto un campione. Un uomo, un simbolo. Alex Zanardi non è solo il volto buono e sorridente di chi è da esempio per ognuno di noi, magari annoiato da lamentele comuni nella nostra quotidianità. E’ una persona per bene, un brav’uomo, un campione nella vita prima ancora che in pista e sulle strade dei colli del nostro paese. Uno che ha fatto al massimo ogni cosa, si è spinto oltre i limiti della nostra capacità e, forse comprensione. E’ stato anche un eccellente conduttore Tv, nelle memorabili puntate di “Sfide”, con gli occhi lucidi perchè ogni emozione di storie e campioni era anche la sua.

Mentre lotta tra la vita e la morte, in coma farmacologico e con il rischio di avere danni alla vista, una domanda martella tutti noi nella testa: come diavolo è possibile che la strada fosse aperta al traffico. Una corsa di beneficenza, in handbike, eppure in senso contrario auto e tir correvano regolarmente. Una follia.

La Procura vuole chiarire anche le condizioni della sicurezza dell’evento. Il questore di Siena, Costantino Capuano, dice: «Né gli organizzatori né i Comuni coinvolti nella manifestazione ci avevano avvertiti». Nelle prossime ore i carabinieri dovranno dunque accertare se, ad esempio, non fosse stata predisposta un’ordinanza con eventuali limitazioni al traffico. Si dovrà anche capire se la «staffetta» dei vigili urbani fosse autorizzata a fare da scorta.

Una cosa talmente assurda che da ieri deve servire di lezione, necessariamente. Per handbike, così come per altri sport minori per cui questa limitazione al traffico, nelle strade e statali del nostro paese, non sia prevista. Ora l’autista del tir che ha travolto l’otto volte campione di disciplina in Italia, è indagato. Una vita, anche la sua, rovinata per lo meno per lo shock che lo accompagnerà nella speranza che comunque Zanardi si riprenda al meglio.

Incolpevole. Allora qualcuno dovrà pur avere delle colpe no? Da oggi si cambino quelle maledette regole e anche per questo tipo di sport cosi come per altri, sia prevista la chiusura di strade e statali. Non può bastare una pattuglia in apertura di gruppo e una alla fine, se la corsa e il record dei tempi è l’obiettivo da battere anche su quell’asfalto. Mentre di là, a pochi attimi, continuano a sfrecciare auto, moto e purtroppo perfino bisonti.

 

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