Zanetti: “Vanno aiutate prima le aziende del Nord. Non come fa il Governo”
Un'azienda del Nordest

Zanetti: “Vanno aiutate prima le aziende del Nord. Non come fa il Governo”

È abbastanza evidente che una crisi distrugge imprenditorialità e occupazione in modo tanto più marcato quanto maggiore era il livello ante crisi di imprenditorialità e occupazione di un territorio.
È altrettanto evidente che, superata o quanto meno metabolizzata la crisi, la capacità di “rimbalzo”, in termini di velocità, ampiezza e intensità del recupero dell’imprenditorialità e dell’occupazione, è tanto maggiore quanto maggiore era il livello ante crisi di imprenditorialità e occupazione di un territorio.
Con questo non voglio dire che, all’indomani di una crisi che ha messo in ginocchio l’economia del Paese, con risultati finali stimati in peggioramento e tempistiche di progressivo recupero ancora molto incerte e dilatate, sia sbagliato prevedere sistemi di fiscalità di vantaggio a favore dei territori che già prima della crisi risultavano aree economicamente depresse del Paese.
Vorrei però far riflettere sul fatto che anche questa non può essere venduta come una misura di rilancio per far tornare il più velocemente possibile l’economia del Paese ai livelli pre crisi, bensì come l’ennesima misura volta ad assistere chi è in particolare difficoltà nella crisi.
Tutto legittimo e persino apprezzabile, se solo ci fosse anche una minima attenzione per incentivare il rilancio la’ dove di più si è perso e di più si può velocemente recuperare.
In definitiva, la fiscalità di vantaggio di brevissimo periodo, in un’ottica di velocità di rimbalzo, andrebbe fatta semmai nelle aree che depresse non erano; mentre gli investimenti infrastrutturali, che seguono una logica di lungo periodo, è sacrosanto concentrarli prioritariamente nelle aree meno economicamente sviluppate.
Sta a vedere che faremo il contrario, confondendo e invertendo ciò che è politica per la ripresa e ciò che è politica per lo sviluppo

 

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