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“zuppa” al granchio

Dopo un periodo di allentamento della tensione indotto dalla campagna vaccinale che sembrava volare, ora ci scontriamo con una inaspettata ripresa dei contagi.

Sembra che sputacchiarci addosso durante i festeggiamenti per la vittoria agli europei di calcio non abbia aiutato, così come viaggiare all’estero in paesi un po’ più liberi rispetto alle restrizioni italiane.

Il maledetto Virus va indebolito, bloccato, e una delle soluzioni potrebbe essere il Green pass.

Il Green pass è una certificazione di vaccinazione che verrebbe sfruttato per contrastare nello stesso tempo, la diffusione del Covid e nuove drammatiche restrizioni.

Non ho però intenzione di affrontare la questione Green pass.

Era solo una premessa per parlare invece del pensiero espresso sul tema da alcuni personaggi pubblici.

La zuppa di Porro

Non di rado seguo le dirette streaming di Nicola Porro, che con la sua Zuppa stimola riflessioni, alcune volte per i temi delle sue dirette, altre volte semplicemente per il suo modo di fare il giornalista.

Il 17 luglio sono rimasto sorpreso quando citando Gianfranco Pasquino, il caustico Porro caricando con ironia il titolo di Accademico del Lincei del Prof. Pasquino, ne riportava le seguenti parole: “Da nessuna parte del mondo, in nessuno dei sistemi politici al massimo grado liberali, la libertà individuale è “sacra e inviolabile” ”.

Dopo una pausa teatrale, Porro domando il caratteristico ciuffo, con un tono di voce infastidito a sottolineare la sua furia, commentava: “Mi viene il sangue al cervello……..voglio sapere chi decide quali parti delle mie libertà possono essere definite…

Sul momento ho provato quel desiderio che si prova quando la tua squadra segna un gol nel derby.
La chat era inneggiante Nicola Porro!

Poi, mi sono ricordato che come tutti, anch’io combatto per le mie libertà.

Si perchè parte delle mie libertà sono “definite” niente meno che dalla mia compagna, che ogni qualvolta occupata nelle pulizie di casa, come il peggiore dei dpcm, mi confina ovunque io sia, limitando le mie libertà.

Quindi, dopo aver compreso di essere stato anch’io vittima social e dopo aver ripreso il controllo, ho pensato di verificare la versione del chiacchierato professore.
Ho letto libri del Prof. Gianfranco Pasquino e, non comprendendo come potesse un Accademico del Lincei esprimersi in un modo così approssimativo, ho cercato l’articolo citato da Porro.

Cosa dice Gianfranco Pasquino

Trovato l’articolo, trovavo anche la conferma di quanto stupida e superficiale fosse stata la mia reazione da ultras del web.

Il Professore Pasquino, Emerito di Scienza Politica dell’Università di Bologna, politologo e accademico, aveva espresso un concetto ben più ampio e complesso che ci tengo a riportare: “ Da nessuna parte del mondo, in nessuno dei sistemi politici al massimo grado liberali, la libertà individuale è “sacra e inviolabile” (e fin qui era arrivato Nicola Porro omettendo qualcosina).

Continua il Professor Pasquino: “Dappertutto esistono regole che delimitano l’esercizio della libertà individuale. Dopo mesi di dibattiti, tutti dovremmo sapere che la libertà di ciascuno di noi si arresta laddove comincia la libertà degli altri”.

Il Professore nel suo articolo, citando Orwell, spingeva sul concetto fondamentale per cui nei sistemi politici liberali , va evitato che si configuri una situazione nella quale tutti siano formalmente liberi ma qualcuno sia più libero degli altri.

Pensando a qualche esempio pratico, mi viene in mente che non posso parcheggiare su un posto disabili perché c’è una legge che mi limita nella libertà di farlo a tutela di un altro soggetto “formalmente libero” ma al quale serve una legge a doc per poter essere “ugualmente” libero.

Si, certo, il problema della tutela della salute pubblica è più complesso ma nel principio è un pò come il parcheggio riservato ai disabili.
In entrambi i casi, si deve intervenire dove il senso civico latita, studiando leggi che definiscano le libertà al fine di evitare differenze.

In sostanza una società organizzata, per rispondere agli interessi degli individui.

Per rispondere alla sua domanda, è lo stato di diritto che “definisce” le libertà dott.Porro.

Eh si , mi sa che questa volta ha preso un granchio, la zuppa questa volta è al granchio.

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